
Quanto vale il design in Italia? Ce lo racconta il Rapporto Design Economy 2026 con focus su crescita del settore, sostenibilità, AI, formazione e lavoro.
Il Rapporto Design Economy 2026 è promosso da Fondazione Symbola, ADI – Associazione per il Disegno Industriale, Deloitte Private e POLI.design, con il contributo di diversi partner e il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Oggetto dell’analisi è il settore della progettazione e dei servizi creativi legati alla realizzazione di prodotti, servizi, sistemi digitali e architettonici: un ambito che sta accrescendo il suo peso nell’economia nazionale, nel mercato del lavoro e nella formazione. Al report hanno collaborato AIAP, AIPi, CUID e Interni Magazine, con il supporto tecnico di ADI Design Museum, AlmaLaurea, Circolo del Design e Centro Studi Tagliacarne.
In Europa, il settore della progettazione nel 2024 ha mostrato dati significativamente positivi, con un fatturato di 31 mld (+3,2% rispetto al 2023 e +23,8% rispetto al 2021) e 356 mila addetti (+4,8% su base annuale e +16,1% nel triennio). L’importanza del comparto è dimostrata dalle policy che, sempre più spesso, le istituzioni comunitarie e nazionali implementano per promuovere il metodo del design.
In questo contesto, l’Italia si conferma un attore protagonista, con 54 mila operatori, 4.004 mln di euro valore aggiunto e 74.466 addetti. Nel nostro Paese, i settori che più di tutti beneficiano dei servizi di progettazione sono l’arredamento, la fruizione di beni culturali e ambientali, il turismo e la ristorazione.
Il Rapporto Design Economy continua a indagare l’impatto della progettazione sull’ambiente e la sua evoluzione in parallelo agli sviluppi dell’Intelligenza Artificiale. I dati mostrano quanto sia ormai consolidata, fra gli operatori, l’attenzione verso la sostenibilità: i servizi di eco-design sono sempre più richiesti dalle realtà dell’automotive, dell’energia e, ancora una volta, dell’arredo.
Passando all’impiego dell’AI generativa (GenAI), la maggioranza degli operatori ne fa largo impiego per la ricerca preliminare e l’analisi del contesto (60% degli operatori), per lo sviluppo e l’ottimizzazione tecnica del progetto (54,1%), per l’analisi dei feedback (53,2%), per la personalizzazione di prodotti e servizi (52,8%). I principali benefici sono la velocità e qualità delle task esecutive così come la riduzione dei costi e l’abilitazione di collaborazioni virtuali. Il contributo della GenAI è, invece, ritenuto limitato per la generazione di concept, idee e moodboard.
Fra le figure emergenti del design nei prossimi cinque anni, le prime tre posizioni sono occupare da “Prompt Designer e Designer for AI”, “Sustainability Manager” e “UI/XD Designer”. Sostenibilità e Intelligenza Artificiale sono, quindi, temi che hanno implicazioni sull’offerta formativa. Nell’anno accademico 2024/2025 l’offerta universitaria in design si articola in 98 corsi fra primo e secondo livello, con il Politecnico di Milano ancora alla testa per numero di iscritti al primo anno di triennali, magistrali o master (1.934). Sebbene Product e Fashion Design rimangano i due ambiti con più laureati nel 2024 (3.131), la crescita percentuale premia altri settori come Service Design (+18,6%) o Interior e Space Design (+18,2%).
Il dato sicuramente più interessante, però, riguarda il tasso di occupazione dei neolaureati. Come scritto nel Rapporto: “Complessivamente, tra i laureati magistrali in Design, il tasso di occupazione a cinque anni dalla laurea è decisamente elevato e pari al 92,4%. Si tratta di un valore superiore a quello rilevato sul complesso dei laureati di secondo livello in Italia (89,7%)”.